DECRETO-LEGGE 12 settembre 2014, n. 133
Misure urgenti per l'apertura dei cantieri, la realizzazione delle opere pubbliche, la digitalizzazione del Paese, la semplificazione burocratica, l'emergenza del dissesto idrogeologico e per la ripresa delle attività produttive.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl decreto-legge del 2014 accelera la realizzazione di assi ferroviari, aeroportuali e di altre opere strategiche, istituendo procedure commissariali e finanziando interventi infrastrutturali; introduce inoltre misure temporanee per opere locali, debiti degli enti territoriali e ricostruzione post-sisma in Abruzzo. Molte misure finanziarie sono riferite agli esercizi 2014-2020; alcuni termini attuativi sono stati prorogati, per specifici interventi, fino al 31 dicembre 2024.
Accelerazione delle infrastrutture strategiche e finanziamento di opere pubbliche
Accelerazione delle infrastrutture strategiche e finanziamento di opere pubbliche
Il decreto-legge interviene per accelerare opere ferroviarie, aeroportuali e infrastrutturali considerate urgenti, mediante poteri commissariali, semplificazioni procedurali e stanziamenti dedicati. Le disposizioni riportate includono inoltre misure temporanee per gli enti territoriali e per la ricostruzione successiva al sisma in Abruzzo.
Assi ferroviari Napoli-Bari e Palermo-Catania-Messina
L’amministratore delegato di Rete ferroviaria italiana S.p.A. (RFI) è nominato Commissario per la tratta Napoli-Bari per due anni dall’entrata in vigore del decreto. Il mandato, senza compensi o rimborsi e senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, è rinnovabile con decreto ministeriale, tenuto conto anche dei risultati e della rendicontazione. Il termine dell’incarico è stato successivamente prorogato al 31 dicembre 2021, o fino alla nomina dei commissari straordinari previsti dalla normativa successiva, se anteriore.
Il Commissario approva i progetti e svolge le attività amministrative, tecniche e operative necessarie, avvalendosi delle strutture di RFI. L’obiettivo originario era avviare i lavori su una parte del tracciato entro il 31 ottobre 2015. Per ridurre tempi e costi, può rielaborare anche progetti già approvati ma non ancora appaltati, con particolare riferimento alla tratta appenninica Apice-Orsara, mantenendo prevista una stazione ferroviaria in superficie. Può bandire la gara anche sulla base dei soli progetti preliminari e deve consegnare i lavori entro 120 giorni dall’approvazione dei progetti, decorrenti dalla chiusura della conferenza di servizi, anche mediante provvedimenti d’urgenza.
I bandi e gli inviti devono prevedere l’accettazione dei protocolli di legalità stipulati con le prefetture, relativi alla prevenzione delle infiltrazioni mafiose e alla sicurezza e regolarità dei luoghi di lavoro. Il rifiuto comporta l’esclusione dalla gara; l’inadempimento in corso di esecuzione comporta la risoluzione del contratto. L’omesso inserimento di tali clausole determina la revoca del mandato commissariale. Si applicano inoltre gli obblighi di pubblicazione previsti dal decreto legislativo n. 33/2013 e la disciplina anticorruzione richiamata dalla legge n. 190/2012.
Gli interventi sull’area di sedime e quelli strettamente connessi sono dichiarati indifferibili, urgenti e di pubblica utilità. La conferenza di servizi deve essere convocata entro 15 giorni dall’approvazione dei progetti; può deliberare anche in assenza del rappresentante di un’amministrazione invitata o quando questi sia privo di adeguati poteri. Il dissenso deve essere motivato e indicare puntualmente le modifiche progettuali necessarie, altrimenti è inammissibile. In caso di dissenso motivato delle amministrazioni preposte alla tutela ambientale, paesaggistica, storico-artistica, della salute o della pubblica incolumità si applica la procedura prevista dall’articolo 14-quater della legge n. 241/1990, con termini dimezzati. Pareri, visti e nulla osta richiesti anche dopo la conferenza devono essere resi entro 30 giorni; in mancanza, si intendono acquisiti positivamente.
Il Commissario si avvale, in base a convenzione ministeriale, dell’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa per informazione e rapporti con i territori. Le opere sono finanziate nell’ambito del contratto di programma tra RFI e Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. In sede di aggiornamento del contratto, il Commissario trasmette al CIPE progetti, cronoprogramma e stato di avanzamento, segnalando anomalie e scostamenti anche ai fini dell’eventuale definanziamento; può inoltre derogare al contratto istituzionale di sviluppo relativo all’asse.
Entro il 31 gennaio dell’esercizio successivo a quello di riferimento, il Commissario rendiconta annualmente le spese sulla base degli stati di avanzamento. Il rendiconto semestrale è pubblicato sui siti del Ministero e delle Regioni interessate. Per evitare limitazioni del patto di stabilità interno, può chiedere trasferimenti di cassa prioritariamente a valere sulle risorse nazionali e, successivamente, su quelle regionali.
Le disposizioni commissariali sono estese all’asse AV/AC Palermo-Catania-Messina e alla manutenzione straordinaria del ponte ferroviario e stradale San Michele sull’Adda di Paderno d’Adda. La Corte costituzionale ha stabilito che l’approvazione dei progetti deve avvenire d’intesa con la Regione interessata.
Programmazione ferroviaria e contratti di programma RFI
Il contratto di programma RFI 2012-2016, parte investimenti, sottoscritto l’8 agosto 2014, doveva essere approvato con decreto ministeriale concertato con il MEF, previa trasmissione dello schema alle Camere. Le Commissioni competenti disponevano di 30 giorni per il parere e il decreto poteva essere emanato anche dopo la scadenza del termine. Una quota di 220 milioni di euro del contributo in conto impianti a RFI previsto dalla legge n. 147/2013 è destinata alla manutenzione straordinaria contemplata dal contratto di programma, parte servizi 2012-2014, con conseguente aggiornamento delle tabelle.
Agli enti locali che entro il 31 dicembre 2013 avevano stipulato convenzioni con RFI per eliminare passaggi a livello pericolosi è consentito escludere dal patto di stabilità le spese sostenute, entro il limite di 3 milioni di euro per ciascuno degli anni 2014 e 2015, purché RFI disponesse, alla data di entrata in vigore della legge di conversione, dei progetti esecutivi immediatamente cantierabili. La ripartizione degli spazi finanziari è demandata a decreto ministeriale.
Entro sei mesi dall’entrata in vigore della legge di conversione, il Ministero doveva predisporre un Piano di ammodernamento ferroviario, individuando le linee da ammodernare secondo criteri di convenienza economica per il sistema-Paese e considerando sia merci sia passeggeri, anche mediante fondi Connecting Europe Facility. Il Piano, elaborato con la collaborazione delle associazioni di categoria, doveva essere pubblicato tempestivamente. La Corte costituzionale ha richiesto che fosse approvato d’intesa con la Conferenza Stato-Regioni.
Contratti di programma e tariffe aeroportuali
I contratti di programma stipulati da ENAC con i gestori degli aeroporti di interesse nazionale dovevano essere approvati con decreto ministeriale concertato con il MEF entro 180 giorni dalla stipulazione; il MEF doveva esprimersi entro 30 giorni. La Corte costituzionale ha stabilito che, ai fini dell’approvazione, è necessario il parere della Regione. Il parere favorevole di Regioni ed enti locali sui piani regolatori aeroportuali comprende anche la verifica di conformità urbanistica delle singole opere incluse nei piani.
Per gli investimenti aeroportuali, il modello tariffario e il livello dei diritti devono essere elaborati entro 80 giorni dall’apertura della consultazione e trasmessi all’Autorità di regolazione dei trasporti, che dispone dei successivi 40 giorni per approvarli. Decorso il termine, la tariffa entra in vigore, fatti salvi i poteri di sospensione dell’Autorità. Per i contratti di programma vigenti resta la disciplina contrattuale su tariffazione e consultazione, fermo il termine di 120 giorni dall’apertura della consultazione per gli adeguamenti tariffari.
Non è ammessa la procedura di risoluzione delle controversie tra gestore aeroportuale e utenti quando la controversia riguarda un piano di investimento approvato da ENAC e le sue conseguenze tariffarie, né quando il piano sia già stato approvato dalle amministrazioni competenti. Per gli aeroporti con contratti di programma scaduti al 31 dicembre 2014, i corrispettivi tariffari del 2015 sono determinati applicando l’inflazione programmata ai livelli del 2014 e restano applicabili dal 1º gennaio 2015 fino all’entrata in vigore delle tariffe determinate secondo i modelli previsti dal decreto-legge n. 1/2012, previa informativa alla IATA.
Finanziamento e selezione delle opere infrastrutturali
Per assicurare la continuità dei cantieri e l’avvio di lavori nel 2014, il fondo del Ministero delle infrastrutture istituito dal decreto-legge n. 69/2013 è stato incrementato complessivamente di 3.851 milioni di euro: 26 milioni per il 2014, 231 milioni per il 2015, 159 milioni per il 2016, 1.073 milioni per il 2017, 2.066 milioni per il 2018 e 148 milioni per ciascuno degli anni 2019 e 2020. Un ulteriore incremento di 39 milioni deriva da disponibilità in conto residui provenienti da revoche di finanziamenti.
Le risorse sono state destinate, tramite decreti ministeriali, a un elenco di opere ferroviarie, stradali, metropolitane, aeroportuali e idriche. Per gli interventi della lettera a) erano previsti appalti e cantierabilità entro il 28 febbraio 2015; per quelli della lettera b), appaltabilità entro il 28 febbraio e cantierabilità entro il 31 agosto 2015; per quelli della lettera c), appaltabilità entro il 30 aprile e cantierabilità entro il 31 agosto 2015. Il termine di cantierabilità per gli interventi delle lettere b) e c) fu prorogato al 31 ottobre 2015. Successive disposizioni hanno stabilito, ai fini della revoca, che gli adempimenti di appaltabilità e cantierabilità si considerano realizzati se completati entro il 31 dicembre 2021; per il collegamento stradale tra l’autostrada per Fiumicino e l’EUR, gli aeroporti di Firenze e Salerno e la SS 291 della Nurra è stato previsto il termine del 31 dicembre 2023, con obbligo di trasmettere tempestivamente le informazioni di monitoraggio. Per l’aeroporto di Firenze il termine è stato ulteriormente prorogato al 31 dicembre 2024.
Fino a 100 milioni sono destinati a nuovi progetti richiesti dagli enti locali, istruiti dalla Presidenza del Consiglio e dal Ministero, con priorità a riqualificazione e manutenzione del territorio, riduzione del rischio idrogeologico, efficienza energetica e fonti rinnovabili negli edifici pubblici, nonché messa in sicurezza di edifici, in particolare scolastici, strutture socio-assistenziali comunali e luoghi di maggiore fruizione pubblica. Sono esclusi i Comuni che non hanno rispettato i vincoli di finanza pubblica. Altri 100 milioni sono destinati ai Provveditorati interregionali alle opere pubbliche per immobili demaniali di competenza; entro 50 milioni di tale importo possono finanziare interventi urgenti contro il dissesto idrogeologico, per la sicurezza dei beni pubblici, il completamento di opere e il miglioramento infrastrutturale.
Il mancato rispetto delle condizioni di appaltabilità e cantierabilità comporta la revoca del finanziamento. Le somme revocate confluiscono nel fondo infrastrutturale previsto dal decreto-legge n. 98/2011 e sono destinate prioritariamente a una serie di opere, tra cui l’asse autostradale Termoli-San Vittore, la Circumetnea, le metropolitane di Palermo e Cagliari, l’elettrificazione della tratta Martina Franca-Lecce-Otranto-Gagliano del Capo, il sistema ferroviario metropolitano veneto, la tratta Salerno-Potenza-Taranto, il prolungamento della metropolitana di Genova, la SS 172 dei Trulli e le reti metropolitane delle aree metropolitane previste dalla legge n. 56/2014. Le risorse non assegnate o successivamente revocate, definanziate, rimodulate o risultanti da economie per le opere segnalate dai Comuni nel giugno 2014 sono destinate al Fondo Sport e Periferie.
Il decreto conferma inoltre finanziamenti per il collegamento Milano-Venezia, lotto Rho-Monza, e assegna definitivamente ad ANAS 45,5 milioni di euro per l’itinerario Agrigento-Caltanissetta-A19, adeguamento della SS 640. Le risorse per la Salerno-Reggio Calabria sono erogate direttamente ad ANAS per i lavori eseguiti. Le opere dell’XI allegato infrastrutture non avviate e finanziate, in tutto o in parte, con il Fondo sviluppo e coesione 2007-2013 confluiscono nella programmazione 2014-2020; gli enti interessati dovevano confermare o rimodulare le assegnazioni entro il 31 ottobre 2014. Per determinate opere strategiche già in conferenza di servizi è stata prevista la trasmissione prioritaria al CIPE entro 180 giorni dalla legge di conversione, previa verifica delle risorse.
Opere incompiute e pagamenti degli enti territoriali
Per opere segnalate dai Comuni alla Presidenza del Consiglio dal 2 al 15 giugno 2014 e per quelle dell’elenco-anagrafe delle opere incompiute, quando l’ostacolo dipende dal mancato concerto tra amministrazioni, è possibile riconvocare una conferenza di servizi già conclusa per riesaminare i pareri ostativi. I termini della conferenza e quelli per l’eventuale rimessione al Consiglio dei ministri sono dimezzati. In caso di ulteriori difficoltà amministrative, gli enti possono avvalersi a fini consultivi e acceleratori della cabina di regia presso la Presidenza del Consiglio, senza nuovi oneri.
Nel 2014, entro un limite complessivo di 250 milioni di euro, i pagamenti per investimenti relativi a opere segnalate entro il 15 giugno sono esclusi dal patto di stabilità, previa istruttoria della Presidenza del Consiglio. Le opere devono essere inserite nel programma triennale dei lavori pubblici, realizzate, in corso di realizzazione o immediatamente avviabili e i pagamenti devono essere effettuati entro il 31 dicembre 2014. Hanno priorità edilizia scolastica, impianti sportivi, contrasto del dissesto idrogeologico e sicurezza stradale. I Comuni beneficiari e gli importi sono individuati con decreto del Presidente del Consiglio.
Per il 2014 e il 2015 sono inoltre esclusi dai vincoli di stabilità pagamenti, per complessivi 240 milioni, relativi a debiti in conto capitale degli enti territoriali: 200 milioni per il 2014 e 40 milioni per il 2015, riservati agli enti locali. I debiti devono essere certi, liquidi ed esigibili al 31 dicembre 2013, corredati da fattura o richiesta equivalente emessa entro tale data e riconosciuti, o riconoscibili come legittimi, entro la stessa data. Rilevano i debiti registrati nella piattaforma elettronica e riferiti ai codici gestionali SIOPE indicati dalla norma, con esclusione della spesa sanitaria. Per il 2014, 50 milioni sono riservati a pagamenti regionali successivi al 1º luglio per Regioni con entrate derivanti dalle concessioni di idrocarburi superiori a 100 milioni di euro. Gli enti dovevano comunicare gli spazi finanziari richiesti entro il 30 settembre 2014 per il 2014 ed entro il 28 febbraio 2015 per il 2015; il riparto era effettuato con decreti MEF entro il 10 ottobre 2014 e il 15 marzo 2015.
Ricostruzione post-sisma in Abruzzo e misure connesse
Per proseguire la concessione di contributi alla ricostruzione in Abruzzo, l’autorizzazione di spesa è stata rifinanziata di 250 milioni di euro per il 2014, in termini di sola competenza. La copertura è stata assicurata per 29 milioni mediante proventi per interessi derivanti dai Nuovi Strumenti Finanziari non necessari al pagamento degli interessi sul debito e per 221 milioni mediante somme già versate all’entrata del bilancio statale e non riassegnate.
I finanziamenti contratti dalle banche per gli interventi di ricostruzione sono assistiti da garanzia statale incondizionata, esplicita, irrevocabile e a prima richiesta, valida fino alla scadenza del rimborso di ciascun finanziamento; criteri e modalità operative sono demandati a decreto del MEF.
I contratti di locazione e le forme alternative di sostegno abitativo per la popolazione colpita dal sisma possono essere prorogati, in relazione alle esigenze effettive, fino al 2016, entro il limite di 900.000 euro per il 2015 e 300.000 euro per il 2016 e nei limiti degli stanziamenti disponibili. Gli assegnatari di alloggi del Progetto CASE e dei moduli abitativi provvisori (MAP) devono pagare il canone concessorio stabilito dai Comuni e le spese di manutenzione ordinaria. Fino al 31 marzo 2016 i Comuni possono ripartire i consumi di ciascun edificio, compresi riscaldamento e acqua calda, in base alle superfici lorde; dal 1º aprile 2016 il riparto deve basarsi sui consumi effettivi registrati dai contatori, anche per l’energia elettrica. La manutenzione straordinaria compete ai Comuni, nei limiti delle risorse disponibili per la ricostruzione e sulla base delle esigenze rilevate dagli Uffici speciali.
Nell’esecuzione delle sentenze che impongono ai Comuni o agli Uffici speciali di pronunciarsi sulle domande di contributo, il commissario ad acta deve rispettare l’ordine di priorità predisposto dai Comuni, conforme ai vincoli di pianificazione della ricostruzione, programmazione finanziaria e bilancio e all’ordine di protocollazione delle domande. Per i contributi agli immobili privati danneggiati dal sisma, il termine istruttorio decorre dalla presa in carico della pratica secondo i criteri di priorità pubblicati e dalla comunicazione all’interessato dell’avvio del procedimento; il testo fornito si interrompe dopo tale previsione.
Ulteriori disposizioni finanziarie e amministrative
Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti è confermato quale autorità nazionale capofila e capo delegazione nei comitati di sorveglianza dei programmi di cooperazione interregionale ESPON e URBACT per il periodo 2014-2020. È inoltre autorizzata, per il 2014, una spesa di 487.000 euro per il completamento di specifici interventi stradali, con copertura mediante riduzione di altra autorizzazione di spesa.
Per gli affidamenti diretti relativi alla prosecuzione degli interventi e del servizio di telecomunicazioni della rete nazionale standard Te.T.Ra., CONSIP rilascia il parere di congruità economica entro 45 giorni dalla richiesta; il termine è sospeso se vengono richiesti chiarimenti o documenti e riprende dalla loro ricezione. L’affidatario deve adottare le varianti migliorative richieste dall’amministrazione in ragione dell’evoluzione tecnologica, entro le autorizzazioni di spesa già disposte.
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La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Normativa italiana, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
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