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Legge

L.R. Campania 17/2021

Disposizioni per la promozione della parità retributiva tra i sessi, il sostegno dell'occupazione e dell'imprenditoria femminile di qualità, nonché per la valorizzazione delle competenze delle donne. [...]

Normativa regionaleL.R. Campania 17/2021

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La legge campana promuove la parità retributiva tra i sessi, l’occupazione e l’imprenditoria femminile, la formazione, il reinserimento lavorativo e la conciliazione vita-lavoro. Prevede registro delle imprese virtuose, premialità e contributi per assunzioni femminili, microcredito e misure interne per il personale regionale. Alcune agevolazioni riguardano specificamente il triennio 2021-2023.

Parità retributiva e occupazione femminile in Campania

Disposizioni per la parità retributiva, l’occupazione e la valorizzazione delle competenze femminili

La legge della Regione Campania definisce un insieme organico di misure per promuovere la parità di genere nel lavoro, sostenere l’occupazione femminile stabile e qualificata, valorizzare l’imprenditoria femminile e favorire la conciliazione tra tempi di vita e tempi di lavoro. La disciplina opera esclusivamente nel territorio regionale.

Finalità generali

La Regione riconosce la parità di genere come presupposto per una cittadinanza equa e per lo sviluppo socio-economico del territorio. Il provvedimento mira a diffondere pari opportunità e una cultura antidiscriminatoria, favorendo in particolare:

  • la parità retributiva tra i sessi;
  • la permanenza, il reinserimento e l’affermazione delle donne nel mercato del lavoro;
  • la valorizzazione delle competenze femminili;
  • la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro e la condivisione delle responsabilità di cura familiare.

Strumenti per il superamento del divario retributivo

La Regione considera la differenziazione retributiva basata sul genere un fattore negativo per lo sviluppo della persona e per la partecipazione delle donne alla vita economica e sociale. In coerenza con il Piano d’azione dell’Unione europea e senza pregiudizio per la disciplina del codice delle pari opportunità, la Regione sostiene, anche mediante benefici economici:

  • imprese pubbliche e private, imprese sociali e anche enti strumentali, società partecipate e aziende speciali di enti pubblici con meno di 100 dipendenti che rendono conoscibili e diffondono i dati sul personale maschile e femminile, con attenzione a formazione, progressioni, qualifiche e retribuzione;
  • reti di imprese e pratiche condivise tra imprese ed enti locali che si distinguono per il perseguimento della parità retributiva.

Registro regionale delle imprese virtuose

È istituito presso l’assessorato competente in materia di lavoro il Registro delle imprese virtuose in materia retributiva di genere. Possono iscriversi le imprese rientranti nell’ambito sopra indicato che attuano la parità retributiva tra donne e uomini e possiedono i requisiti stabiliti dal regolamento attuativo. L’iscrizione al Registro comporta una premialità nell’attribuzione dei benefici economici comunque erogati dalla Regione.

Tavolo regionale permanente sulla condizione dell’occupazione femminile

Dal 2025 è istituito presso la Giunta regionale il Tavolo regionale permanente sulla condizione dell’occupazione femminile, quale sede di partecipazione, confronto e proposta sulle politiche per l’occupazione femminile e la parità retributiva. Vi partecipano rappresentanti di sindacati, associazioni di categoria, organismi di parità, istituzioni, enti, società pubbliche e ordini professionali attivi sul tema. La costituzione avviene con deliberazione della Giunta e la partecipazione è gratuita, senza compensi o rimborsi.

Giornata regionale contro le discriminazioni di genere sul lavoro

È istituita la Giornata regionale contro le discriminazioni di genere sul lavoro, da celebrarsi ogni anno il 13 maggio, per promuovere cultura di genere, educazione, informazione e sensibilizzazione sulle discriminazioni basate sul sesso nel lavoro.

Misure contro l’abbandono lavorativo e le molestie

La Regione promuove interventi contro le molestie sul lavoro e contro comportamenti illeciti o pressioni del datore di lavoro finalizzati a ottenere dimissioni in bianco o licenziamenti di donne nel periodo tra il congedo di maternità obbligatoria e il primo triennio di puerperio. La Giunta deve impartire indirizzi alle strutture regionali, agli enti strumentali e alle società controllate prevedendo nei bandi e avvisi:

  • la revoca dei benefici, anche economici, alle imprese condannate con sentenza passata in giudicato per dimissioni o licenziamento illegittimi in violazione della normativa sulla tutela della maternità e paternità, se la condanna interviene nei cinque anni successivi all’erogazione;
  • l’esclusione dalle future provvidenze regionali per i cinque anni successivi alla pubblicazione della sentenza. Sono inoltre previsti protocolli di intesa con tribunali, corti d’appello, servizi ispettivi nazionali e organizzazioni sindacali per la trasmissione dei dati alla Segreteria generale della Giunta.

Occupazione femminile stabile e di qualità

La Regione sostiene le imprese che assumono donne con contratto subordinato a tempo pieno o parziale e indeterminato, con esclusione del lavoro domestico, con particolare attenzione alle situazioni di svantaggio economico e sociale. Per le imprese ammesse, nel rispetto della disciplina sugli aiuti di Stato e previo avviso pubblico, sono previsti:

  • contributi fino al 100% dell’aliquota IRAP riferita agli anni d’imposta 2021, 2022 e 2023, calcolati sul costo lordo annuo della singola unità assunta; per le imprese non soggette a IRAP il contributo è ridotto del 50%;
  • una premialità in termini di punteggio aggiuntivo nei bandi e avvisi regionali. Le modalità e i criteri sono demandati al regolamento, con parametri proporzionati al numero di assunzioni effettuate nell’anno precedente l’avviso. Il beneficio massimo spetta alle imprese pubbliche e private e alle imprese sociali con meno di 100 dipendenti che, sulla base del rapporto biennale ex d.lgs. 198/2006, non presentano divari retributivi di genere.

Formazione, reinserimento e sportello donna

La legge prevede un’offerta formativa regionale per donne che hanno perso il lavoro, finalizzata al reinserimento nel mercato del lavoro. La Giunta definisce con deliberazione modalità e criteri dei percorsi, includendo anche formazione in ambito STEM, educazione finanziaria e digitale per colmare il divario di competenze e favorire l’occupazione in settori innovativi. La Regione può stipulare protocolli con università e centri di ricerca. Per facilitare l’incontro tra domanda e offerta di lavoro è promosso uno “Sportello donna” presso i Centri per l’impiego, con funzioni di orientamento specialistico, riorientamento, accompagnamento al lavoro e al lavoro autonomo, con orientamento individualizzato all’autoimpiego. Sono previsti anche protocolli con Comuni, organizzazioni sindacali e datoriali e Ispettorato territoriale per monitorare i fabbisogni formativi e professionali.

Misure per donne con disabilità e altre situazioni di fragilità

Alle imprese che assumono donne con disabilità con contratto subordinato a tempo pieno e indeterminato, e che non siano tenute all’assunzione obbligatoria ai sensi della legge n. 68/1999, sono riconosciuti i benefici previsti per l’occupazione femminile nella misura massima fissata dal regolamento. La stessa misura massima è prevista anche per le imprese che assumono:

  • donne vittime di violenza prese in carico da Centro antiviolenza, Casa accoglienza o rifugio iscritti nel Registro regionale;
  • donne vittime di tratta;
  • orfani di vittime di femminicidio.

Fondo microcredito per donne in disagio sociale

La Regione istituisce un fondo per il microcredito destinato a donne in situazioni di disagio sociale. La platea è ampia e comprende, in particolare:

  • donne disoccupate senza diritto o esaurito il periodo di indennità di disoccupazione;
  • donne vittime di violenza;
  • orfani di vittime di femminicidio;
  • donne con disabilità;
  • donne di famiglie monoparentali con figli a carico e prive di sostegno al mantenimento;
  • donne vittime di tratta;
  • donne ultrasessantenni prive di sostegno familiare e parentale;
  • donne ex detenute. I criteri e le modalità di accesso, anche in base alla condizione reddituale, sono demandati al regolamento attuativo.

Misure interne per il personale regionale

La Regione impegna la propria organizzazione, inclusi Giunta, Consiglio ed enti strumentali, a diffondere la parità di genere nella gestione del personale. Le azioni previste riguardano formazione, rimozione degli stereotipi, conciliazione dei tempi di vita e lavoro, reinserimento dopo lunghi periodi di assenza o maternità, verifica della composizione paritaria delle commissioni di concorso, monitoraggio degli incarichi e delle indennità per individuare differenziali retributivi e riequilibrio di genere nelle posizioni apicali. A supporto opera il Comitato unico di garanzia.

Valorizzazione dell’imprenditoria femminile

Ai fini della valutazione dei progetti nei bandi e avvisi regionali, è riconosciuta una premialità alle società cooperative e di persone costituite in larga parte da donne, alle società di capitali partecipate in prevalenza da donne e alle imprese individuali femminili, purché tali requisiti risultino presenti da almeno un biennio prima della pubblicazione del bando o avviso. Nelle medesime imprese, da almeno due anni, anche le principali cariche societarie devono essere ricoperte da donne.

Conciliazione dei tempi di vita, di lavoro e delle città

Per favorire la conciliazione e l’equa distribuzione delle responsabilità familiari, la Regione promuove:

  • la riorganizzazione dei servizi pubblici e privati convenzionati per garantire flessibilità, coordinamento degli orari e risparmio di tempo per le famiglie;
  • accordi con imprese e sindacati per moduli orari compatibili con vita e lavoro, con premialità nei bandi regionali per le imprese che li adottano;
  • banche del tempo e altre iniziative per armonizzare i tempi delle città con quelli di cura e famiglia;
  • procedure telematiche, specie nei servizi pubblici per le famiglie;
  • micronidi nei luoghi di lavoro per agevolare il rientro delle lavoratrici dopo la maternità.

Regolamento attuativo e criteri applicativi

Entro sessanta giorni dall’entrata in vigore, la Giunta regionale adotta un regolamento attuativo, sentita la commissione consiliare competente, per disciplinare:

  • iscrizione, tenuta, pubblicazione e aggiornamento del Registro;
  • criteri e modalità di concessione dei contributi;
  • iniziative per la Giornata regionale;
  • riconoscimento delle agevolazioni e premialità per l’occupazione femminile;
  • accesso al fondo microcredito.

Monitoraggio e clausola valutativa

La Giunta predispone annualmente, d’intesa con la commissione consiliare competente in materia di lavoro, un rapporto sulla condizione occupazionale delle donne in Campania. Il rapporto contiene dati quantitativi e qualitativi su occupazione, tipologie contrattuali, precariato, servizi disponibili e misure regionali attuate, con particolare attenzione alla conciliazione vita-lavoro. Il documento è trasmesso ai consiglieri regionali, agli enti locali e alle parti sociali.

Copertura finanziaria e limiti temporali

La legge prevede una copertura complessiva pari a 150.000 euro per il 2021 e 875.000 euro per ciascuno degli esercizi 2022 e 2023. Per il fondo di cui all’articolo 6 sono stanziati 50.000 euro nel 2021 e 675.000 euro per ciascuno degli anni 2022 e 2023; per il fondo microcredito 100.000 euro nel 2021 e 200.000 euro per ciascuno degli anni 2022 e 2023. Le misure economiche di cui all’articolo 6 sono espressamente riferite agli anni d’imposta 2021, 2022 e 2023. Per questo profilo la disciplina ha carattere ormai esaurito, mentre restano attuali gli strumenti non limitati a quegli esercizi, come il Registro, il Tavolo, la Giornata regionale, il microcredito e le misure organizzative e di promozione.

Entrata in vigore

La legge entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nel Bollettino ufficiale della Regione Campania.

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