Cassazione Penale, Sentenza n. 42844/2024 del 22/11/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Unico motivo di ricorso per cassazione: violazione di legge e vizio di motivazione per non avere la Corte di appello sostituito la pena detentiva con la pena pecuniaria, nonostante non sussistessero cause ostative. La ricorrente sostiene che al processo di primo grado (7/2/2024) ella non era presente e che il difensore non aveva manifestato mancanza di interesse alla sostituzione, limitandosi a non richiederla perché privo di procura speciale; inoltre la difficile situazione economica non potrebbe giustificare la mancata sostituzione.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile come manifestamente infondato. Ha motivato che dal verbale dell'udienza del 7/2/2024 risultava che, benché l'imputata non fosse presente, era rappresentata dal difensore al quale il giudice aveva avvertito che ricorrevano le condizioni per la sostituzione della pena con le pene sostitutive di cui all'art. 53 L. 24.11.1981 n. 689 e che la difesa non aveva avanzato richieste in tal senso. L'art. 53 comprende anche la pena pecuniaria, quindi l'avvertimento valeva in senso onnicomprensivo; la difesa non chiese nemmeno il rinvio per munirsi di procura speciale, per cui la mancata richiesta è stata ritenuta rinuncia. Conseguentemente il ricorso è inammissibile, la sentenza impugnata resta confermata, e la ricorrente è condannata al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 alla Cassa delle Ammende.
Norme richiamate
L'art. 53 elenca le pene sostitutive, comprese quella pecuniaria; l'avvertimento del giudice secondo la Cassazione doveva ritenersi comprensivo anche della possibilità di sostituire la pena con quella pecuniaria. La mancata richiesta da parte della difesa, senza istanza di rinvio per procura speciale, vale come rinuncia.
Massime di principio
- La sostituzione della pena detentiva con pene sostitutive (anche pecuniaria) è applicabile solo se non sussistono cause ostative, ma occorre che la difesa faccia valere la richiesta: il mancato esercizio può comportare rinuncia.
- La presenza del difensore in udienza e l'avvertimento formale del giudice che ricorrono le condizioni per la sostituzione rendono inefficace, a fini processuali, l'assenza dell'imputato: la difesa deve attivarsi (richiedere la sostituzione o il rinvio) o subisce le conseguenze della mancanza di iniziativa.
- Se l'avvocato è privo di procura speciale, la via corretta è chiedere il rinvio per acquisirla; il semplice non richiedere la sostituzione non equivale automaticamente a un vizio formale tale da determinare l'annullamento.
- Le difficoltà economiche dell'imputato non comportano automaticamente la sostituzione della pena: l'applicazione delle pene sostitutive resta soggetta alle condizioni di legge e alla iniziativa difensiva.
- In Cassazione i motivi devono essere specifici e dimostrare un errore processuale o di diritto rilevante sul punto: la mera contestazione della decisione senza prova documentale contraria al verbale d'udienza è destinata a essere dichiarata inammissibile.
Testo integrale
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