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Determinazione

Determinazione AGID n. 135/2024 del 15/04/2024

Ristoro dei costi sostenuti nel 2023 dall’Agenzia per l’Italia Digitale per le attività di vigilanza sui gestori SPID accreditati ai sensi dell’art. 4, comma 1, lettera a) del DPCM 24 ottobre 2014 s.m.i.

AgID135/2024

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La determinazione è un atto amministrativo-contabile con cui AgID quantifica il contributo dovuto dai gestori SPID per il ristoro dei costi sostenuti nel 2023 per le attività di vigilanza. Sulla base del quadro normativo e convenzionale richiamato, l’Agenzia determina i costi complessivi, applica i criteri di riparto previsti dal regolamento SPID e richiede ai singoli gestori il pagamento delle somme dovute, disponendo infine la pubblicazione dell’atto nella sezione Amministrazione Trasparente.

Quantificazione del contributo 2023 dovuto dai gestori SPID per il ristoro dei costi di vigilanza AgID

Ristoro dei costi di vigilanza SPID per l’anno 2023

La determinazione ha natura amministrativo-contabile e riguarda la quantificazione del contributo dovuto dai gestori SPID ad AgID a ristoro dei costi sostenuti nel 2023 per l’attività di vigilanza. L’atto applica il quadro normativo del CAD, del DPCM 24 ottobre 2014 e dei regolamenti/convenzioni SPID richiamati, e conclude con la ripartizione degli oneri tra i gestori accreditati.

Presupposti normativi e regolatori

AgID richiama le disposizioni del decreto-legge n. 83/2012 e del d.lgs. n. 82/2005 che istituiscono l’Agenzia e le attribuiscono funzioni di vigilanza sui soggetti pubblici e privati aderenti a SPID. Sono inoltre richiamati il DPCM 24 ottobre 2014, le determinazioni AgID sui regolamenti SPID, nonché il regolamento sulle modalità di accreditamento e vigilanza dei gestori dell’identità digitale, che prevede la determinazione annuale dei costi di vigilanza e la loro ripartizione tra i gestori attivi, cessati o revocati nel periodo di riferimento.

Attività di vigilanza svolte nel 2023

L’atto precisa che nel 2023 le attività di vigilanza hanno riguardato tredici gestori di identità digitale. Le verifiche ispettive sono state effettuate presso le sedi dei gestori con la partecipazione anche di personale della Guardia di Finanza, nell’ambito del protocollo di intesa richiamato. Oltre alle ispezioni, AgID considera le attività di pianificazione, istruttoria, gestione delle notifiche di incidenti o malfunzionamenti, gestione delle segnalazioni degli utenti e dei dati periodici di riepilogo.

Determinazione dei costi sostenuti da AgID

Per ogni verifica ispettiva e per le connesse attività preparatorie e di documentazione, l’impegno è valutato in 2,5 giorni/persona per partecipante. A ciò si aggiungono 431 giorni/persona complessivi per le ulteriori attività interne di vigilanza. Sulla base delle note dell’ufficio competente sui costi del personale e delle missioni, il costo complessivo sostenuto dall’Agenzia per la vigilanza SPID nel 2023 è quantificato in 92.351,18 euro.

Criteri di riparto e incidenza delle convenzioni

La determinazione applica i criteri di riparto previsti dall’art. 9 del regolamento SPID, che prevedono una componente in misura eguale e una componente proporzionale al numero di identità digitali gestite. AgID evidenzia inoltre che le convenzioni vigenti fino all’8 ottobre 2023 prevedevano un limite massimo annuo di 8.000 euro per la vigilanza, mentre le nuove convenzioni efficaci dal 9 ottobre 2023 non contemplano tale limite. Per un gestore, l’importo viene quindi calcolato distinguendo tra il periodo coperto dal precedente schema convenzionale e gli ultimi tre mesi del 2023 disciplinati dalle nuove convenzioni.

Importo complessivo dovuto dai gestori e riparto individuale

All’esito dell’applicazione dei criteri di riparto e della corretta gestione della soglia massima convenzionale, l’importo totale a carico dei gestori è fissato in 70.715,73 euro. L’atto elenca le quote dovute da ciascun gestore SPID interessato, tra cui Aruba PEC, Etna Hitech, In.Te.S.A., InfoCamere, InfoCert, Intesi Group, Lepida, Namirial, Poste Italiane, Register, Sielte, TeamSystem e TI Trust Technologies.

Dispositivo

La determinazione:

  • quantifica il contributo complessivamente dovuto all’AgID per le attività di vigilanza SPID svolte nel 2023;
  • assegna al Responsabile dell’Area Vigilanza e monitoraggio il mandato di richiedere a ciascun gestore il pagamento della quota dovuta;
  • dispone la pubblicazione dell’atto sul sito istituzionale dell’AgID nella sezione "Amministrazione Trasparente".

Portata pratica

Per i gestori SPID, l’atto costituisce il titolo amministrativo per la richiesta di pagamento del contributo annuale di vigilanza. Per AgID, rappresenta la formalizzazione del recupero dei costi di vigilanza sostenuti nell’anno precedente e la base per i conseguenti adempimenti contabili e di riscossione.

Punti principali

Oggetto e base normativa

L’atto riguarda il ristoro, da parte dei gestori SPID accreditati, dei costi sostenuti da AgID nel 2023 per le attività di vigilanza previste dal DPCM 24 ottobre 2014 e dalla normativa CAD richiamata. La determinazione si fonda in particolare sulle disposizioni che attribuiscono ad AgID le funzioni di vigilanza su SPID e sul regolamento che prevede la quantificazione annuale dei costi entro aprile e la loro ripartizione tra i gestori.

Attività svolte e costi sostenuti nel 2023

AgID indica che nel 2023 la vigilanza ha riguardato tredici gestori di identità digitale e che le verifiche ispettive sono state svolte con il supporto anche della Guardia di Finanza, in base al protocollo di intesa richiamato. Vengono considerati sia i costi interni del personale e delle attività istruttorie sia i costi di missione e supporto esterno, per un ammontare complessivo di 92.351,18 euro.

Criteri di riparto e limite convenzionale

La ripartizione avviene secondo i criteri previsti dal regolamento SPID: una quota paritaria e una quota proporzionale al numero di identità gestite. L’atto precisa inoltre che per le convenzioni vigenti fino al 8 ottobre 2023 operava un tetto massimo annuo di 8.000 euro per la vigilanza, mentre le convenzioni in vigore dal 9 ottobre 2023 non prevedono tale limite. Per un gestore viene quindi applicata una soluzione mista, in base ai diversi periodi di vigenza delle convenzioni.

Importi dovuti e adempimenti conseguenti

Defalcata la quota eccedente il limite massimo applicabile al singolo gestore nel periodo iniziale del 2023, l’importo complessivo a carico dei gestori è determinato in 70.715,73 euro. La determinazione elenca le somme dovute da ciascun gestore e incarica il Responsabile dell’Area Vigilanza e monitoraggio di richiederne il pagamento, disponendo anche la pubblicazione dell’atto sul sito istituzionale di AgID.

Come è indicizzato

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