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Decreto legislativo

DECRETO LEGISLATIVO 15 marzo 2024, n. 29

Disposizioni in materia di politiche in favore delle persone anziane, in attuazione della delega di cui agli articoli 3, 4 e 5 della legge 23 marzo 2023, n. 33.

Normativa italiana24G00050

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il decreto disciplina misure per dignità, autonomia, inclusione e assistenza delle persone anziane, con particolare attenzione ai non autosufficienti. Prevede campagne di prevenzione, interventi su lavoro, mobilità, telemedicina, sport, turismo, animali da affezione, servizio civile e cohousing. Molte misure sono da adottare entro 90 o 180 giorni dall’entrata in vigore e operano con risorse esistenti.

Tutela e promozione dell’invecchiamento attivo e dei servizi per le persone anziane

Tutela e promozione dell’invecchiamento attivo e dell’assistenza alla popolazione anziana

Il decreto definisce un quadro organico di misure per promuovere dignità, autonomia, inclusione sociale, invecchiamento attivo e prevenzione della fragilità delle persone anziane. Interviene anche sul coordinamento dei servizi sociali, sanitari e sociosanitari per gli anziani non autosufficienti, con attenzione alla sostenibilità economica e alla flessibilità degli interventi di cura e assistenza.

Ambito di applicazione e definizioni

Il provvedimento si applica alle persone anziane e, in modo specifico, alle persone anziane non autosufficienti. Ai fini del decreto:

  • è persona anziana chi ha compiuto 65 anni;
  • è persona grande anziana chi ha compiuto 80 anni;
  • è persona anziana non autosufficiente chi presenta gravi limitazioni o perdita dell’autonomia nelle attività fondamentali della vita quotidiana e del funzionamento bio-psico-sociale, secondo metodologie standardizzate;
  • lo specifico bisogno assistenziale è quello risultante dalla valutazione multidimensionale unificata. Resta ferma la disciplina già vigente sulle prestazioni, gli interventi e i servizi assistenziali nell’offerta integrata sociosanitaria per le persone non autosufficienti.

Ruolo del Comitato interministeriale per le politiche in favore della popolazione anziana

Il CIPA è il centro di coordinamento delle politiche nazionali in favore delle persone anziane. Nell’ambito del Piano nazionale per l’invecchiamento attivo, l’inclusione sociale e la prevenzione delle fragilità:

  • indica i criteri generali per i progetti regionali e locali di promozione della salute, prevenzione della fragilità ed esclusione sociale, nonché per i servizi sociali, sanitari e sociosanitari;
  • definisce criteri per assicurare attuazione uniforme degli interventi;
  • garantisce coordinamento e programmazione integrata delle politiche, con particolare attenzione ai soggetti fragili e non autosufficienti;
  • rileva in modo continuativo attività, servizi e prestazioni, anche tramite il Sistema nazionale per la popolazione anziana non autosufficiente (SNAA). Le indicazioni del CIPA sono adottate tenendo conto dei LEA e dei LEPS vigenti e previa intesa in Conferenza unificata.

Prevenzione della fragilità e promozione della salute

Il Ministero della salute deve realizzare campagne istituzionali periodiche su invecchiamento attivo, prevenzione e stili di vita, coerenti con il Piano nazionale della prevenzione 2020-2025, il Piano nazionale di prevenzione vaccinale 2023-2025 e con i piani nazionali previsti dalla legge delega sulle persone anziane. Le campagne mirano a promuovere:

  • uno stile di vita sano e attivo;
  • l’adesione agli interventi di prevenzione del SSN, in particolare screening oncologici e vaccinazioni;
  • la conoscenza delle misure di sicurezza domestica per prevenire incidenti. Entro 90 giorni dall’entrata in vigore devono essere adottate le linee di indirizzo nazionali per l’accessibilità delle persone anziane ai servizi e alle risorse del territorio. Su tali linee, regioni ed enti locali adottano piani d’azione per l’accessibilità universale ai servizi sociali e sanitari, agli spazi urbani, all’ambiente naturale e alle iniziative ricreative, commerciali e culturali. Gli interventi devono essere attuati senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.

Promozione dell’invecchiamento attivo nei luoghi di lavoro

Il datore di lavoro deve promuovere salute, prevenzione e invecchiamento attivo nei luoghi di lavoro attraverso gli obblighi già previsti dal d.lgs. 81/2008, tenendo conto del modello OMS Workplace Health Promotion e delle indicazioni del Piano nazionale della prevenzione. È inoltre previsto che il datore di lavoro adotti iniziative per favorire, anche solo in parte, lo svolgimento della prestazione lavorativa in modalità agile da parte delle persone anziane, nel rispetto dei contratti collettivi vigenti.

Utilità sociale, volontariato e relazioni intergenerazionali

Il decreto valorizza il contributo delle persone anziane in attività di utilità sociale e volontariato, anche per favorire lo scambio tra generazioni. Sono previste iniziative da parte di più amministrazioni:

  • la Presidenza del Consiglio - Dipartimento per le politiche della famiglia promuove campagne di comunicazione e sensibilizzazione;
  • il Dipartimento per le pari opportunità promuove azioni formative e informative contro discriminazioni anagrafiche, abuso e violenza sugli anziani;
  • il Dipartimento per le politiche giovanili e il servizio civile universale promuove azioni di scambio intergenerazionale, potendo destinare a tali finalità risorse del Fondo per le politiche giovanili, previa intesa in Conferenza unificata;
  • le scuole possono inserire nel PTOF iniziative di solidarietà tra generazioni, anche in collaborazione con enti locali ed enti del Terzo settore. Regioni ed enti locali possono, nei limiti delle risorse disponibili, promuovere agricoltura sociale, orti urbani, spazi di socializzazione, educazione finanziaria per prevenire truffe e iniziative sui corretti stili di vita. Sono previste relazioni annuali: le amministrazioni coinvolte trasmettono una relazione entro il 30 aprile, e il Dipartimento per le politiche della famiglia redige una relazione annuale entro il 31 dicembre da sottoporre al CIPA.

Mobilità delle persone anziane

Entro 90 giorni dall’entrata in vigore, con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il MEF e previa intesa in Conferenza unificata, devono essere individuati livelli di servizio per adeguare il trasporto pubblico locale alle esigenze di mobilità degli anziani, nei contesti urbani ed extraurbani. Il decreto deve basarsi su una ricognizione dei servizi già attivati e sui dati disponibili relativi a domanda, matrici origine-destinazione e fabbisogni di mobilità. Deve inoltre stabilire criteri di ponderazione per la quota di riparto richiamata dal d.l. 50/2017.

Turismo del benessere e turismo lento

Il Ministero del turismo, nei limiti delle risorse disponibili, promuove convenzioni e iniziative per rendere accessibile alle persone anziane il turismo del benessere e il turismo lento. In particolare:

  • convenzioni con strutture residenziali e ricettive, termali, balneari, agrituristiche e parchi tematici per prezzi vantaggiosi, anche in bassa stagione;
  • soggiorni di lungo periodo in strutture vicine a luoghi legati al benessere e alla cura della persona;
  • programmi di turismo intergenerazionale con la partecipazione di giovani;
  • iniziative di socializzazione tra anziani autosufficienti e non autosufficienti, anche tramite attività ricreative e cicloturismo leggero;
  • programmi per abbattere le barriere architettoniche nelle strutture ricettive e termali;
  • misure per l’accessibilità turistico-culturale nei luoghi della cultura, congiuntamente al Ministero della cultura e agli altri soggetti competenti. Entro 90 giorni devono essere adottati i decreti attuativi sulle modalità di svolgimento.

Sanità preventiva e telemedicina a domicilio

Il decreto promuove strumenti di sanità preventiva e telemedicina per mantenere la persona anziana al proprio domicilio, con priorità alla persona grande anziana con almeno una patologia cronica. Entro 90 giorni deve essere adottato un decreto del Ministro della salute che definisca le prestazioni di telemedicina, in coerenza con il PNRR e con le linee guida e progettualità Agenas. Il decreto deve prevedere:

  • la delimitazione del territorio nazionale in tre grandi aree geografiche;
  • l’attivazione sperimentale, entro 180 giorni dall’entrata in vigore e per un massimo di 18 mesi, di almeno un servizio di telemedicina domiciliare per ciascuna area;
  • le modalità di erogazione degli interventi di sanità preventiva a domicilio anche tramite enti accreditati, infermieri di famiglia e comunità e farmacie territoriali. Agenas verifica l’andamento dei servizi e riferisce al CIPA. Gli interventi sono svolti con risorse già disponibili.

Valutazione multidimensionale unificata e punti unici di accesso

Nell’ambito dei punti unici di accesso, alle persone anziane devono essere garantiti orientamento e sostegno informativo per accedere agli interventi e servizi sociali e sociosanitari, nonché la possibilità di ottenere, se necessario, la valutazione multidimensionale unificata secondo i criteri dell’articolo 27.

Formazione, scuola e università

Le istituzioni scolastiche possono promuovere l’incontro e il dialogo intergenerazionale nel PTOF. Nel secondo ciclo, possono valorizzare esperienze di volontariato degli studenti presso strutture per anziani o al domicilio degli stessi, anche ai fini del curriculum dello studente e del colloquio dell’esame di Stato. Le università e le istituzioni AFAM possono promuovere percorsi di inclusione sociale e culturale degli anziani e sostenere percorsi formativi per le persone anziane. Possono inoltre riconoscere crediti formativi, in via elettiva o aggiuntiva, per attività svolte in convenzione con enti locali, aziende e strutture del SSN, strutture private accreditate e cooperative sociali e assistenziali. Il Ministero dell’istruzione e del merito e il Ministero della cultura possono stipulare un protocollo per trasmettere alle giovani generazioni il patrimonio culturale immateriale, inclusi saperi, pratiche, patrimoni linguistici e dialettali.

Attività fisica e sportiva

Per il triennio 2024-2026 il Ministro per lo sport e i giovani promuove iniziative e progetti per diffondere la cultura del movimento nella terza età e usare lo sport come strumento di prevenzione e benessere psico-fisico. Le attività possono comprendere gruppi di cammino, programmi sportivi organizzati e azioni di socialità e integrazione intergenerazionale. Le iniziative sono finanziate con un massimo complessivo di 500.000 euro dal Fondo per la promozione dell’attività sportiva di base sui territori. Entro i termini previsti deve essere adottato il decreto sui criteri e sulle modalità di presentazione delle iniziative.

Relazione con gli animali da affezione

Le regioni e le province autonome promuovono l’accesso degli animali da affezione nelle strutture residenziali e nelle residenze protette, compatibilmente con la valutazione clinica e prognostica dell’interessato, per finalità ludiche, educative e di socializzazione. Possono inoltre promuovere piani di educazione assistita e la formazione degli operatori. Gli interventi devono rispettare le linee guida nazionali sugli interventi assistiti con gli animali. Per il triennio 2024-2026 le regioni promuovono progetti di agevolazioni per spese medico-veterinarie, per favorire l’adozione di cani dai canili rifugio e gatti dalle oasi feline da parte di anziani soli con ISEE non superiore a 16.215 euro. È inoltre prevista, entro sei mesi, l’adozione di un decreto ministeriale sulla donazione e distribuzione gratuita di medicinali veterinari, con regole su requisiti reddituali, modalità di utilizzo, conservazione, tracciabilità e divieto di cessione onerosa.

Servizio civile universale

I soggetti iscritti all’albo degli enti di servizio civile universale possono presentare progetti a favore delle persone anziane, nelle aree dell’animazione culturale con gli anziani e degli adulti e terza età in condizioni di disagio. I progetti devono favorire:

  • il rapporto tra generazioni e la conoscenza dei servizi territoriali;
  • l’inclusione sociale degli anziani;
  • il sostegno a persone anziane in condizioni critiche e alle loro famiglie, tramite servizi di supporto, cura e accompagnamento. L’attuazione deve avvenire senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.

Senior cohousing e cohousing intergenerazionale

Il CIPA, sentita la Cabina di regia per la valorizzazione e dismissione del patrimonio immobiliare pubblico e previa intesa in Conferenza unificata, deve predisporre entro 180 giorni linee guida sui modelli di coabitazione solidale domiciliare per anziani e di coabitazione intergenerazionale, con particolare attenzione ai giovani in condizioni svantaggiate. Le linee guida devono definire caratteristiche e contenuti essenziali degli interventi. La disposizione è parzialmente troncata nel testo fornito, ma è chiaro che coinvolge anche il Ministro delle infrastrutture nella composizione del CIPA per tali finalità.

Regime finanziario e copertura degli oneri

Molte misure sono espressamente qualificate come neutrali per la finanza pubblica. In più punti si precisa che le amministrazioni provvedono con risorse umane, strumentali e finanziarie già disponibili a legislazione vigente. Dove è previsto un finanziamento specifico, esso è limitato e circoscritto, come nel caso delle iniziative sportive per il triennio 2024-2026.

Valutazione sull’attualità della disciplina

Il decreto non appare obsoleto: disciplina misure di attualità e di possibile applicazione pratica, con diversi interventi programmatori e attuativi ancora rilevanti per la tutela della popolazione anziana.

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