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Legge

L.R. Basilicata 28/2025

Disposizioni per la prevenzione e la cura dei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione e il sostegno ai pazienti e alle loro famiglie

Normativa regionaleL.R. Basilicata 28/2025

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La legge istituisce in Basilicata una rete regionale per prevenzione, diagnosi precoce, cura e presa in carico multidisciplinare dei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione, con particolare attenzione a scuola, servizi territoriali, pronto soccorso, innovazione digitale e sostegno alle famiglie. Prevede cabina di regia, linee guida, formazione e campagne informative. Stanziamenti previsti per il 2024-2026; entra in vigore 15 giorni dopo la pubblicazione.

Prevenzione, cura e sostegno per i disturbi della nutrizione e dell’alimentazione in Basilicata

Prevenzione, cura e sostegno per i disturbi della nutrizione e dell’alimentazione in Basilicata

La legge della Regione Basilicata disciplina un sistema organico di prevenzione, diagnosi precoce, cura e assistenza dei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione (DNA), con approccio multidisciplinare e integrazione tra servizi sanitari, sociali, scolastici e familiari. Il provvedimento mira sia a rafforzare le strutture esistenti sia a creare strumenti di coordinamento, monitoraggio e innovazione.

Finalità e impostazione generale

La Regione promuove il contenimento del fenomeno dei DNA in età evolutiva, adolescenziale e adulta attraverso:

  • sensibilizzazione, informazione e prevenzione;
  • sorveglianza psico-nutrizionale;
  • diagnosi precoce, cura e potenziamento dell’offerta dei servizi;
  • continuità assistenziale, omogeneità dei trattamenti ed equità di accesso;
  • rete integrata e modello multidimensionale e multiprofessionale.

La legge valorizza le realtà già operanti nel servizio sanitario regionale, in particolare il centro di riferimento regionale di Chiaromonte “Giovanni Gioia”. È inoltre promossa la prevenzione in ambito scolastico sin dalla scuola primaria, il sostegno alle famiglie e l’innovazione tramite strumenti digitali, tecnologie innovative e collaborazioni scientifiche e interistituzionali.

Definizioni rilevanti

Ai fini della disciplina, i DNA comprendono le principali sindromi psichiatriche con disturbo persistente dell’alimentazione o dei comportamenti alimentari, tra cui anoressia nervosa, bulimia nervosa, disturbo da alimentazione incontrollata, forme con specificazione o senza specificazione e disturbo evitante/restrittivo dell’assunzione di cibo.

La legge individua inoltre:

  • gruppi vulnerabili, tra cui bambini, adolescenti, donne in gravidanza o post-parto e persone con disabilità;
  • contesti di cura, cioè strutture e percorsi clinico-terapeutici;
  • strutture, come ambulatori, reparti ospedalieri, residenze e centri diurni;
  • percorsi, comprendenti interventi ambulatoriali, semi-residenziali, residenziali, ricoveri ordinari e day hospital, attività ambulatoriali complesse, percorsi domiciliari e telemedicina.

Prevenzione scolastica e informazione ai giovani

La Regione promuove l’ampliamento dell’offerta formativa integrativa per scuole di ogni ordine e grado, nel rispetto dell’autonomia scolastica. I progetti devono riguardare in particolare:

  • educazione alimentare;
  • autostima;
  • gestione delle emozioni;
  • sensibilizzazione sui rischi connessi ai disturbi alimentari.

I programmi possono integrare tecnologie interattive e il coinvolgimento di psicologi, nutrizionisti ed educatori sociosanitari. Le scuole sono monitorate per valutarne l’impatto. Le attività vanno inserite nei cataloghi degli interventi di promozione ed educazione alla salute delle ASL e dei centri di educazione e sicurezza alimentari, in coerenza con il Piano regionale della Prevenzione.

Cabina di regia regionale

Entro 90 giorni dall’entrata in vigore, la Giunta istituisce presso la Direzione regionale Salute e Politiche della Persona la Cabina di regia per la prevenzione e il trattamento dei DNA.

La Cabina:

  • monitora casistiche, attività, prestazioni sociali e sanitarie tramite sistema informatizzato di raccolta dati;
  • formula proposte alla Giunta per sensibilizzazione, formazione, prevenzione, riconoscimento e trattamento;
  • può proporre un PDTA e specifiche unità di offerta, oltre a indicatori di degenza media e accessi medi;
  • coordina la Rete regionale;
  • elabora linee guida per diagnosi precoce, gestione delle liste d’attesa, continuità assistenziale e appropriatezza delle cure;
  • utilizza anche dati epidemiologici e flussi informativi della rete;
  • può avvalersi del Tavolo tecnico regionale;
  • si riunisce almeno trimestralmente.

La partecipazione è gratuita.

La composizione include un coordinatore designato dalla direzione competente, specialisti delle ASL, un rappresentante delle associazioni del settore, uno delle società scientifiche, due rappresentanti di medici di medicina generale e pediatri, con possibile rappresentante dell’Ufficio scolastico regionale. Il collegio degli specialisti dura tre anni ed è rinnovabile.

Rete regionale dei servizi

La Regione costituisce, nell’ambito del Servizio sanitario regionale, la Rete regionale per la prevenzione e la cura dei DNA. La rete comprende:

  • ambulatori territoriali specializzati;
  • centri di riabilitazione residenziale e semi-residenziale con approcci psico-nutrizionali intensivi;
  • servizi di telemedicina per monitoraggio da remoto e supporto psicologico.

La rete assicura presa in carico da parte di équipe multiprofessionali e accesso immediato ai servizi tramite la piattaforma regionale. Le attività sono coordinate dalla Cabina di regia, con l’obiettivo di garantire una presa in carico globale nelle diverse fasi del disturbo e nei contesti di cura più appropriati.

Interventi operativi e sviluppo dell’offerta assistenziale

La Regione indica una serie di interventi operativi orientati a:

  • diagnosi precoce, miglioramento delle cure, prevenzione di aggravamenti e complicanze;
  • definizione di protocolli diagnostici, terapeutici e di follow-up;
  • prevenzione e psicoeducazione, soprattutto in età giovanile;
  • inserimento scolastico dei soggetti colpiti;
  • formazione e aggiornamento del personale sanitario, socio-sanitario e scolastico;
  • percorsi di formazione e sostegno ai nuclei familiari;
  • realizzazione di centri e strutture residenziali e semi-residenziali a diversa intensità, anche per pazienti gravi e cronicizzanti;
  • percorsi clinico-assistenziali diversificati e flessibili;
  • promozione della ricerca con gli Atenei universitari.

La Regione valorizza e rafforza le strutture pubbliche esistenti e, dopo una mappatura dei servizi, istituisce centri di riferimento sull’intero ciclo di vita, ambulatori dedicati anche negli ospedali privi di reparto specifico e sportelli informativi nei consultori familiari, con personale formato.

Codice Lilla nei pronto soccorso

La legge prevede la piena attivazione del Codice Lilla nei pronto soccorso ospedalieri regionali per il riconoscimento e la presa in carico precoci dei DNA.

Il Codice Lilla comporta:

  • formazione obbligatoria del personale medico su diagnosi e trattamento;
  • percorsi diagnostico-terapeutici facilitati per i pazienti.

La Regione monitora applicazione e tempi di intervento.

Innovazione digitale e telemedicina

La piattaforma regionale dei servizi sanitari viene integrata con:

  • monitoraggio dei pazienti tramite dispositivi digitali;
  • accesso ai percorsi terapeutici e comunicazione con i professionisti;
  • analisi predittiva mediante intelligenza artificiale per la diagnosi precoce.

È inoltre previsto un portale pubblico con informazioni sui servizi disponibili, i dati epidemiologici e le campagne di sensibilizzazione.

Campagne informative e sensibilizzazione

La Regione promuove campagne rivolte in particolare ai giovani, con coinvolgimento di famiglie, scuole pubbliche e private, università, istruzione e formazione professionale regionale, medici di medicina generale, pediatri, operatori sanitari e socio-sanitari, nonché soggetti operanti nello sport e nel tempo libero.

Le campagne informano su prevenzione, promozione della salute, screening precoce, supporto psicologico e percorsi riabilitativi e terapeutici. Possono includere social media, spot televisivi e radiofonici e materiali distribuiti in scuole e comunità. Sono valorizzate anche le iniziative per la Giornata nazionale del Fiocchetto Lilla.

Progetto terapeutico-riabilitativo e sostegno alle famiglie

Terminata la fase diagnostica, il servizio presenta al paziente e alla famiglia un progetto terapeutico che rappresenta la presa in carico concreta e prevede il coinvolgimento della famiglia, anche tramite formativa dedicata al recupero.

La Regione attiva un programma di supporto familiare con:

  • incontri periodici di gruppo con psicologi esperti;
  • teleconsulenza per supporto continuo;
  • formazione per gestire la convivenza con il disturbo.

Linee di indirizzo regionali

Entro 150 giorni dall’entrata in vigore, la Giunta regionale, sentita la Commissione consiliare competente, approva linee di indirizzo per costruire la rete dei servizi e assicurare omogeneità degli interventi terapeutici e socio-assistenziali, compreso il sostegno alla famiglia.

Le linee disciplinano anche:

  • caratteristiche dei progetti scolastici;
  • attivazione e coordinamento dei percorsi educativi e terapeutico-riabilitativi e del potenziamento della rete sanitaria;
  • obiettivi della formazione degli operatori;
  • implementazione del triage in relazione al Codice Lilla;
  • monitoraggio dei flussi informativi su prevenzione, diagnosi, cura e monitoraggio;
  • utilizzo dei risultati per ricerca scientifica e programmazione socio-sanitaria;
  • modalità delle campagne informative.

Monitoraggio e valutazione

Il Consiglio regionale controlla l’attuazione della legge e ne valuta gli esiti. La Giunta presenta una relazione annuale su:

  • stato di attuazione;
  • risultati quantitativi e qualitativi;
  • azioni di riconoscimento dei DNA;
  • attività formative e sostegno alle famiglie;
  • iniziative di sensibilizzazione;
  • criticità;
  • raccomandazioni per miglioramenti futuri.

Le relazioni sono rese pubbliche con gli eventuali documenti consiliari conclusivi.

Aspetti finanziari

Gli oneri sono coperti con euro 650.000 per ciascuno degli anni finanziari 2024, 2025 e 2026, a valere sulla quota destinata alla prevenzione del fondo sanitario regionale e sulla Missione 13, Programma 01 del bilancio regionale.

Nello stanziamento sono compresi fino a euro 150.000 per:

  • implementazione digitale;
  • potenziamento dei servizi;
  • formazione e ricerca;
  • campagne di sensibilizzazione.

Per gli esercizi successivi si provvede con la legge di bilancio dei singoli anni.

Entrata in vigore

La legge entra in vigore il quindicesimo giorno successivo alla pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione Basilicata.

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