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Decreto legislativo

DECRETO LEGISLATIVO 25 novembre 2019, n. 154

Norme di attuazione dello Statuto speciale della Regione autonoma Friuli-Venezia Giulia in materia di coordinamento della finanza pubblica.

Normativa italiana19G00161

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il decreto disciplina i rapporti finanziari tra Stato e sistema integrato degli enti territoriali del Friuli-Venezia Giulia, fissando contributi annui alla finanza pubblica per i periodi 2019-2021, 2022-2026 e 2027-2033, con versamento entro il 30 aprile di ciascun anno. Prevede aggiornamenti periodici tramite accordo, facoltà di modifica temporanea dei contributi entro limiti percentuali e, per alcuni anni, specifici accantonamenti regionali legati alla nuova governance economica europea.

Concorso finanziario della Regione Friuli-Venezia Giulia e del sistema integrato alla finanza pubblica

Concorso finanziario della Regione Friuli-Venezia Giulia alla finanza pubblica

Il provvedimento definisce il quadro dei rapporti finanziari tra Stato e Regione Friuli-Venezia Giulia, esteso al sistema integrato degli enti territoriali regionali. Stabilisce i contributi dovuti alla finanza pubblica per periodi successivi, i relativi meccanismi di versamento e di aggiornamento degli accordi, nonché alcune misure di accantonamento connesse alla nuova governance economica europea.

Sistema integrato degli enti territoriali

Ai fini del coordinamento della finanza pubblica, la Regione, gli enti locali presenti sul suo territorio e i rispettivi enti strumentali e organismi interni costituiscono un unico sistema integrato degli enti territoriali del Friuli-Venezia Giulia. Tale impostazione consente di considerare in modo unitario gli obblighi finanziari e le misure di concorso alla finanza pubblica.

Metodo dell'accordo tra Stato e Regione

I rapporti finanziari tra Stato e sistema integrato sono regolati mediante accordo tra Stato e Regione. Lo stesso metodo serve anche a disciplinare l'applicazione al sistema delle norme statali sul contenimento della spesa. Le intese raggiunte in sede di conferenza non sostituiscono automaticamente l'accordo, salvo diversa indicazione espressa dalla Regione. Le disposizioni concordate vengono poi recepite in apposite norme di attuazione statutaria.

Principi generali del concorso alla finanza pubblica

Il sistema integrato partecipa al rispetto dei vincoli economici e finanziari dell'Unione europea e alla solidarietà nazionale mantenendo in equilibrio i bilanci dei soggetti che lo compongono. Il concorso può avvenire tramite:

  • un contributo transitorio in termini di saldo netto da finanziare, previamente concordato e versato dalla Regione per conto del sistema integrato;
  • in alternativa, la realizzazione sul territorio regionale di opere pubbliche di rilevanza nazionale, concordate con lo Stato e finanziate con risorse iscritte nel bilancio statale ma a carico della Regione. Lo Stato e la Regione verificano la compatibilità delle misure con l'esigenza del sistema integrato di finanziare adeguatamente le funzioni attribuite o delegate. Le misure concordate ai sensi dell'accordo si presumono compatibili. La Regione può inoltre estendere agli enti non territoriali del sistema integrato che adottano la contabilità finanziaria la disciplina prevista per l'equilibrio di bilancio degli enti territoriali.

Misure per gli anni 2019-2021

Per il triennio 2019-2021 il sistema integrato concorre alla finanza pubblica con contributi pari a:

  • 686 milioni di euro per il 2019;
  • 726 milioni di euro per il 2020;
  • 716 milioni di euro per il 2021. I versamenti devono essere effettuati entro il 30 aprile di ciascun anno all'erario, con imputazione al capitolo 3465, articolo 1, capo X, del bilancio dello Stato. In caso di mancato versamento, il Ministero dell'economia e delle finanze può trattenere gli importi dovuti su somme spettanti a qualsiasi titolo alla Regione, anche tramite l'Agenzia delle entrate. Per lo stesso periodo, tali obblighi sostituiscono tutte le precedenti misure di concorso alla finanza pubblica del sistema integrato, comunque denominate, comprese quelle richiamate dal decreto-legge n. 201 del 2011.

Modifiche temporanee del contributo 2019-2021

Per il triennio 2019-2021 lo Stato può modificare temporaneamente il contributo fino al 10% per far fronte a eccezionali esigenze di finanza pubblica. In caso di manovre straordinarie necessarie per il rispetto delle norme europee sul riequilibrio del bilancio pubblico, il contributo può essere aumentato per un periodo limitato di un ulteriore 10%. Importi superiori richiedono accordo con la Regione. Tali facoltà sono esercitabili solo finché il rapporto tra contributo e entrate correnti regionali non supera la media dei rapporti registrati per Valle d'Aosta e Sicilia. Per il calcolo si considerano anche specifiche contribuzioni pregresse della legge n. 145 del 2018 e le entrate di titolo primo e secondo risultanti dagli ultimi rendiconti disponibili, al netto di compensazioni e rimborsi fiscali.

Credito regionale e attribuzione di gettiti

È confermato il credito della Regione previsto dalla legge n. 220 del 2010, compensabile annualmente con il contributo alla finanza pubblica. Inoltre, a decorrere dall'esercizio successivo all'adozione delle norme statutarie in materia di tributi locali comunali di natura immobiliare, il gettito della riserva prevista dalla legge n. 228 del 2012 è attribuito ai comuni del territorio regionale. Dallo stesso momento, e fino alla modifica dell'articolo 49 dello Statuto speciale finalizzata a ripristinare la neutralità finanziaria, la Regione deve corrispondere allo Stato 92 milioni di euro annui con le stesse modalità di versamento previste per il contributo principale.

Misure per gli anni 2022-2026

Per il periodo 2022-2026, in attuazione dell'accordo del 22 ottobre 2021, il sistema integrato concorre alla finanza pubblica con un contributo pari a:

  • 432,7 milioni di euro per il 2022;
  • 436,7 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2023 al 2025;
  • 432,7 milioni di euro per il 2026. Questo contributo assorbe integralmente gli obblighi di cui alla lettera b) dell'articolo 3 e sostituisce ogni altra misura di concorso alla finanza pubblica prevista da intese o disposizioni di legge, incluse quelle della legge n. 178 del 2020. I versamenti restano dovuti entro il 30 aprile di ciascun anno, con la medesima possibilità di trattenuta da parte del Ministero in caso di omissione. Anche per questo periodo lo Stato può modificare temporaneamente il contributo fino al 10%, con un ulteriore incremento fino al 10% per esigenze straordinarie di rispetto delle regole europee, salvo accordo per importi maggiori. La facoltà è limitata dal confronto con la media dei rapporti tra contributi e entrate correnti delle altre autonomie speciali. Resta confermato il credito regionale compensabile annualmente con il contributo.

Misure per gli anni 2027-2033 e nuova governance economica europea

Per il periodo 2027-2033, in attuazione dell'accordo del 19 ottobre 2024, il sistema integrato concorre alla finanza pubblica con un contributo annuo di 432,7 milioni di euro, fermo restando il versamento di 92 milioni di euro annui allo Stato previsto per effetto del regime precedente. Restano invariati il termine del 30 aprile per il versamento e il potere del Ministero dell'economia e delle finanze di trattenere le somme dovute in caso di inadempimento. Anche qui è prevista la possibilità per lo Stato di modificare temporaneamente il contributo entro il limite del 10%, con un ulteriore incremento fino al 10% per esigenze straordinarie legate al rispetto delle norme europee, salvo accordo per importi superiori. Il limite operativo è collegato alla media dei rapporti tra contributi e entrate correnti delle altre autonomie speciali. Resta confermato il credito regionale compensabile annualmente con il contributo.

Accantonamento regionale e disciplina di bilancio dal 2025 al 2029

In deroga al regime generale, in attuazione della nuova governance economica europea, la Regione deve accantonare importi specifici per conto del sistema integrato:

  • 22 milioni di euro per il 2025;
  • 62 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2026 al 2028;
  • 96 milioni di euro per il 2029. La Regione deve iscrivere nella missione 20 della parte corrente del bilancio di previsione un fondo di pari importo. Il fondo è finanziato con risorse di parte corrente, non può essere impegnato ed è destinato:
  • al ripiano anticipato del disavanzo di amministrazione, se il bilancio è in disavanzo;
  • oppure, se vi è avanzo, a vincolo per investimenti, anche indiretti, da utilizzare nell'esercizio successivo con priorità rispetto alla formazione di nuovo debito. Se non viene effettuato l'accantonamento oppure non è rispettato l'equilibrio di bilancio della legge n. 145 del 2018, nell'esercizio successivo l'importo accantonato deve essere aumentato della somma, in valore assoluto, del minore accantonamento e del saldo negativo registrato. Se inoltre i dati di consuntivo o preconsuntivo non vengono trasmessi alla Banca dati delle amministrazioni pubbliche entro il 31 maggio, l'accantonamento è incrementato del 10%.

Effetti sostitutivi e decorrenza degli obblighi

Per ciascun periodo considerato, gli obblighi previsti dal decreto assolvono al concorso della Regione ai vincoli europei e alla solidarietà nazionale e sostituiscono le altre misure di concorso alla finanza pubblica del sistema integrato, comunque denominate, previste da intese o da disposizioni di legge. Le previsioni per il 2027-2033 operano espressamente fermo restando quanto stabilito per il periodo 2022-2026.

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