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Sentenza

Sentenza del 03/06/2020 n. 1357 - Comm. Trib. Reg. per il Lazio

Varia - Contributo AGCM - Costituisce prestazione patrimoniale imposta - Giurisdizione del Giudice Tributario - Sussiste.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

È stata riconosciuta la giurisdizione del giudice tributario, poiché il contributo AGCM ha natura di prestazione patrimoniale imposta. Il testo fornito non specifica l’identità delle parti, l’atto impugnato, gli importi o le date, né indica ulteriori statuizioni processuali o sulle spese.

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

La controversia concerne la natura del contributo dovuto all’AGCM ai sensi dell’art. 10, commi 7-ter e 7-quater, della legge n. 287/1990 e, di conseguenza, la giurisdizione competente. Il contributo è qualificato come prestazione patrimoniale imposta: è dovuto per legge, può essere riscosso coercitivamente, non deriva da un rapporto negoziale o sinallagmatico con l’Autorità ed è commisurato al fatturato, assunto quale indice di capacità contributiva.

Norme richiamate

  • Legge 10 ottobre 1990, n. 287, art. 10, commi 7-ter e 7-quater

    Esso ha, quindi, carattere coattivo e prescinde completamente da qualsiasi rapporto sinallagmatico con l'Autorità, alla quale è dovuto indipendentemente dal fatto che il contribuente sia stato destinatario dei poteri dell'ente o abbia beneficiato della sua attività. Inoltre, la contribuzione è connessa a un presupposto economico, essendo commisurata al volume di fatturato che viene assunto a indice di capacità contributiva.

    Il contributo previsto da queste disposizioni è un prelievo obbligatorio, non il corrispettivo di un servizio o di un rapporto con l’AGCM. La sua commisurazione al fatturato lo collega alla capacità contributiva e ne sostiene la qualificazione come prestazione patrimoniale imposta.

Massime di principio

  • Quando un contributo è imposto dalla legge, può essere riscosso coercitivamente e non remunera un servizio né dipende da un rapporto sinallagmatico con l’ente, può qualificarsi come prestazione patrimoniale imposta anche se il soggetto obbligato non ha ricevuto interventi o benefici specifici dall’amministrazione.
  • La commisurazione del prelievo al fatturato, inteso come indice di capacità contributiva, è un elemento che ne conferma la natura tributaria e, nel caso descritto, fonda la giurisdizione del giudice tributario.

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